Scuola, protesta a Montecitorio: precari Gae Infanzia e Terza Fascia scendono in strada con “Fit, no grazie!”

In piazza Montecitorio a Roma oggi, dalle 14 alle 20, e domani dalle 8 alle 14. Questi i prossimi appuntamenti di protesta dei gruppi di insegnanti ‘Gae infanzia storiche‘ e ‘Precari terza fascia‘ per rivendicare il proprio diritto al lavoro. “Percorso ‘Fit’ no grazie: contestiamo il piano di reclutamento del governo -scrivono gli insegnanti in una nota- che a fronte di un concorso garantisce 3 anni di precariato sottopagato! 400 euro è la mancetta che i politici hanno riservato a chi da anni manda avanti la scuola pubblica. Chi lavora da oltre 36 mesi deve essere immesso in ruolo!”.

“Il percorso di reclutamento ‘Fit’ definito da questo Parlamento -attaccano ancora i docenti- e da questo governo è un vero insulto nei confronti dei docenti precari con 3 annualità di servizio e di chi si avvia ora ad iscriversi in terza fascia. Tre anni di precariato a seguito di un concorso che non assicura il ruolo per i precari che ancora non hanno acquisito esperienza di lavoro pari a 3 annualità di servizio, la necessità di acquisire 24 cfu per poter partecipare al concorso sono una vergogna. Il percorso con salto agli ostacoli di 3 anni -spiegano ancora gli insegnanti- definito da questo governo non sana l’abuso di stato dei contratti a termine”.

E gli insegnanti chiedono anche il “ruolo subito per le Gae infanzia ‘storiche’, chi lavora da anni nella SCUOLA pubblica ed è in Gae infanzia anche da oltre 15 anni deve essere assunto subito, stabilendo un piano di reclutamento che preveda la definizione di un organico di potenziamento, ora”. “Chi lavora da anni da Gae o da terza fascia -si legge ancora nella nota- deve essere stabilizzato, non con il ridicolo piano di reclutamento definito dalla deleghe o addirittura dimenticando completamente i colleghi delle gae infanzia storiche. Per il personale educativo, nonostante sia citata la classe di concorso ai fini degli aggiornamenti delle graduatorie, urge definire un piano di assunzioni e ripristinare gli organici precedenti alla riforma Gelmini”.

Fonte: Oggi Scuola