La scuola di oggi: meno nozioni e più senso critico

Un tema molto delicato, ma di elevata importanza ed attualità, riguarda la realtà che gli studenti si troveranno a vivere al termine del proprio percorso scolastico e lo sviluppo delle proprie capacità di adattamento ad una società in continua evoluzione.

Questa la riflessione nata dalle parole dell’americano Charles Fadel, autore del fortunato volume «Four dimensional education» e Michael Stevenson, direttore della divisione educativa dell’Ocse, che insistono sull’importanza di insegnare ai ragazzi meno nozioni e forse meno discipline, ma più capacità nell’utilizzarle.

Ben presto i ragazzi dovranno adeguarsi e “razionalmente adattarsi” ad affrontare situazioni nuove in cui esercitare molto più il senso critico; diverse sono le sollecitazioni a cui dovranno far fronte, secondo Stevenson è bene imparare ad estrapolare anche dalle proprie conoscenze, soluzioni per situazioni e problemi diversi: la scuola deve contribuire allo sviluppo del pensiero critico e alle qualità per prendere decisioni e per risolvere problemi complessi.

Come può la scuola adattarsi alle esigenze dei ragazzi, ma soprattutto a quelle del mondo del lavoro? Dall’analisi fatta da Fadel è emerso che 9 studenti su 10 vorrebbero che venisse cambiato il modo di insegnare; occorre predisporre nella scuola più spazi e tempi flessibili per progetti multidisciplinari e di gruppo.

Fonte: Corriere della sera