Il tablet, un facilitatore dell’apprendimento

In un momento storico in cui l’utilizzo della tecnologia scende in campo in ausilio della didattica, nuovi strumenti informatici, i tablet, hanno rivoluzionato la scuola rendendo l’apprendimento sempre più semplice e divertente. Qualcuno ha addirittura lamentato che gli allievi si divertono troppo, puntando l’accento sul fatto che apprendimento e divertimento siano incompatibili.

Prendiamo in esame alcune caratteristiche fondamentali, che di per sè comportano dei grandi vantaggi; innanzitutto l’accessibilità: senza la mediazione di tastiera o di mouse il bambino può stabilire un rapporto diretto con il supporto informatico, usando il dito o scrivendo con la penna sullo schermo.

Grazie all’uso delle dita, il bambino può spostare le immagini, ingrandirle, rimpicciolirle, compiendo queste operazioni, senza trasmissione verbale, ma semplicemente attraverso l’osservazione, come ogni attività di manipolazione degli oggetti.

Questa facilità di impiego e la possibilità di operazionalizzare, cioè di rendere concreti e visibili i risultati delle azioni che si compiono, consentirebbe utili impieghi per l’apprendimento. Per esempio, se consideriamo la geometria, potremmo apprezzare la possibilità di tracciare delle righe che si incrociano e di studiare gli angoli, allontanando o avvicinando gli estremi e osservando l’effetto sull’intersezione. Così un bambino potrebbe vedere come un angolo acuto può divenire angolo retto e angolo ottuso e coglierne le differenze. Oppure potrebbe scoprire come si trasforma un quadrato in due triangoli, o sperimentare le differenze tra un quadrato e un rettangolo. Tutto perché lo stesso oggetto si può dilatare a piacere, confrontando i risultati.

Solo l’informatica dà la possibilità di sperimentare la creazione di figure e la loro modifica, ciò che non è possibile con il disegno manuale su carta o con una manipolazione di bastoncini.

Oggi l’immediatezza del sistema determina vantaggi impensabili e produce un incremento di cognizione favorendo le prove e le esperienze in generale.

Fonte: Psicologia e Scuola