Il debate in lingua straniera: approccio metodologico innovativo orientato alle competenze CLIL

In un’intervista di Rai cultura alla ricercatrice di Indire, Letizia Cinganotto, durante il workshopOrientamenti per l’apprendimento della filosofia nel XXI secolo, (promosso dalla Direzione Generale per gli Orientamenti Scolastici e la valutazione del sistema nazionale di istruzione del MIUR), sono state illustrate le diverse modalità di implementazione del debate in lingua straniera. La ricercatrice spiega come il debate sia una delle idee proposte dal movimento delle avanguardie educative, promosso da Indire nel 2014 in connessione con 22 Istituti scolastici capofila.

Il Debate è, di fatto, un approccio metodologico consolidato da tempo nel mondo anglossassone, rispetto al quale si auspica ad un’efficace introduzione nella Scuola italiana, intercettando le istanze innovative di ogni scuola, rendendole virali, per poi passarle a sistema; la metodologia si basa sulla proposta-sfida che il docente lancia ai propri allievi, i quali dovranno creare un dibattito, in lingua straniera, argomentandolo, citando fonti recuperate, anche da Internet. La ricerca online delle fonti permette, infatti, agli allievi, lavorando da casa, di sviluppare competenze digitali, attività collaborative e di confronto, nonché di divenire protagonisti del proprio apprendimento, anche attraverso il supporto della metodologia didattica della flipped classroom o didattica capovolta.

L’approccio metodologico del debate è una strategia dinamica e partecipativa,  che punta allo sviluppo di diverse competenze, come public speaking, creatività e pensiero critico.

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Fonte: Rai scuola